VENETO LIBERO |
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IL PROGRAMMA DELLA ROSA NEL PUGNO LAVORO (LIBERTÀ DI) Abolizione di privilegi e barriere utilizzate dagli ordini professionali e dalle altre corporazioni per ostacolare l'ingresso dei giovani al lavoro LAVORO (UN AIUTO PER) Spostamento di risorse da settori in declino a settori con prospettive di sviluppo. Invece dell'assistenzialismo (che incentiva il lavoro nero) reddito minimo garantito e investimenti per la formazione SUPERAMENTO DEL CONCORDATO E DELL'OTTO PER MILLE Non esiste paese occidentale in cui le gerarchie di una chiesa da una parte godano di straordinari privilegi (Concordato, esenzioni Ici, 8 per mille, insegnanti di religione scelti dal vescovo e pagati dallo Stato) e dall'altra intervengano a gamba tesa nel dibattito politico o addirittura nelle campagne elettorali. Non vogliamo impedire agli ecclesiastici di esprimersi; anzi, vorremmo che fosse per loro addirittura possibile candidarsi: ma come tutti gli altri cittadini, senza privilegi, senza Concordati, senza 8 per mille LIBERTÀ DI RICERCA SCIENTIFICA Proseguire la battaglia di Luca Coscioni per la libertà di ricerca sulle cellule staminali embrionali, contro malattie devastanti SCUOLA PUBBLICA No al finanziamento delle scuole confessionali; abolizione del valore legale dei titoli di studio ABORTO / CONTRACCETTIVI Possibilità di ricorso all'aborto farmacologico (RU486); facilitazione dell'accesso ai metodi contraccettivi e aella pillola del giorno dopo DROGA – NO ALLA LEGGE FINI Abolizione della legge Fini. Legalizzazione dei derivati della cannabis; sperimentazione della somministrazione controllata di eroina INTERNET - NO ALLA LEGGE URBANI Abolizione della legge Urbani che criminalizza peer-to-peer e filesharing; no alla brevettabilità del software; libera conoscenza e creatività: abolizione della SIAE, riduzione a 20 anni dei diritti d'autore. Digitalizzazione di archivi e biblioteche, materiale pubblico – inclusi gli archivi istituzionali e della RAI - liberamente divulgabile (licenze creative commons o similari) e lavori istituzionali accessibili anche in modalità peer-to-peer; accesso aperto alla letteratura scientifica e ai risultati della ricerca scientifica finanziata con denaro pubblico EUTANASIA Legalizzazione, regolamentazione e controllo della somministrazione, nei casi terminali, di farmaci contro il dolore anche se a elevato rischio. Interruzione del mantenimento artificiale in vita, nei casi di coma profondo e irreversibile, e comunque in quelli in cui non ci sia ulteriore aspettativa di vita che non sia puramente vegetativa: la scelta deve essere espressamente indicata in un apposito testamento biologico da prevedere per ogni cittadino PROSTITUZIONE Legalizzazione e controllo, contro lo sfruttamento sessuale TECNOLOGIE CONTRO LE DISABILITÀ Mettere a disposizione gratuitamente tecnologie che già oggi possono restituire libertà di parola, di lettura e di comunicazione; disponibilità dei libri in versione digitale per disabili e non vedenti FECONDAZIONE ASSISTITA Per abolire le attuali discriminazioni e proibizioni che colpiscono coppie infertili e portatori di malattie genetiche DEMOCRAZIA GLOBALE Sostegno alla promozione globale della democrazia; basta soldi ai dittatori! conversione delle spese e strutture militari in spese e strutture civili; moratoria universale sulla pena di morte; eliminazione delle barriere ai prodotti agricoli dei paesi in via di sviluppo AMNISTIA E GIUSTIZIA La situazione delle carceri e la mala giustizia costituiscono ormai la principale questione sociale del nostro paese. Ci vuole una amnistia, la più ampia possibile, per ridurre di almeno un terzo il carico processuale della Amministrazione della Giustizia perchè essa possa, liberata da processi meno gravi, impegnarsi a concludere quelli più gravi. E' necessario un indulto, di almeno due anni, per sgravare di un terzo il carico umano che - in tutte le sue componenti, detenuti, personale amministrativo e di custodia - soffre la condizione disastrosa delle prigioni. Responsabilità civile dei magistrati. Separazione delle carriere tra giudice terzo e pubblica accusa. Limiti alla carcerazione preventiva. Attuazione effettiva della finalità rieducativa della pena AMBIENTE Riassetto idrogeologico; recupero dei centri storici; sviluppo dei Parchi; fonti energetiche rinnovabili; "rottamazione" dell'edilizia post-bellica non di qualità commenti|
18:26 | commenti (3)
- Usa. I ministri di quattro Stati chiedono al governo federale la legalizzazione della canapa - Gran Bretagna. Mozione del Sinn Fein per la depenalizzazione della cannabis - Usa. La Corte Suprema permette importazione di the' allucinogeno commenti|
19:18 | commenti (1)
DROGHE: MEGLIO TASSARLE COME ALCOOL E SIGARETTE Fiscalizzazione e liberalizzazione di consumi che ci sono e ci saranno sempre (vedi prostituzione e droghe, leggere e non) pare l'idea più intelligente e a vantaggio di tutti. Sulle droghe si è aggiunto di recente un insigne parere, che concorda con il mio e che vi sottopongo: Il premio Nobel per l'Economia 1992 Gary Becker spiega, in un articolo esclusivo per il settimanale colombiano “El Espectador”, i risultati di uno studio, di cui è coautore, che dimostra come la legalizzazione delle droghe con una tassa sul consumo, avrebbe un maggiore effetto per prevenirne l'uso più che l'attuale guerra alle droghe. Lo studio viene pubblicato sul numero di febbraio del "Journal of Political Economy" ("The market for illegal goods: the case of drugs"). Le altre firme che accompagnano l'allievo di Milton Friedman e professore all'Università di Chicago sono quelle di Kevin M. Murphy e di Michael Grossman. "Sommando tutte le spese, nello studio che ho fatto con Kevin Murphy, Steve Cicala, si stima che questa guerra stia costando agli Stati Uniti 100.000 milioni di dollari all'anno complessivamente. Queste stime non comprendono importanti costi come gli effetti distruttivi in molti quartieri delle grandi città, l'uso dell'esercito Usa per lottare contro i baroni delle droghe e i coltivatori in Colombia e altre nazioni, o l'influenza corruttrice delle droghe su molti governi. Volendo ridurre il consumo –senza considerare molto se questo sia o meno un buon obbiettivo- esiste un metodo migliore che non attraverso queste guerre fallimentari? Il nostro studio suggerisce che la legalizzazione delle droghe, combinata con una tassa indiretta sul consumo, sarebbe una maniera più economica e più efficace per ridurre l'uso. Invece di una guerra, si avrebbe - per esempio - una tassa del 200% sul consumo legale da parte degli adulti (per i minorenni potrebbe continuare ad essere illegale). Questo ridurrebbe il consumo e farebbe crescere la spesa totale per le droghe, così come avviene con l'attuale guerra. Ma le similitudini finirebbero. La raccolta delle tasse finirebbe nelle casse delle autorità federali, che non sprecherebbero soldi per polizia, carceri e altro. Invece dei cartelli della droga, ci sarebbero compagnie legali dedite alla produzione e alla distribuzione di droghe di qualità affidabile, come è avvenuto alla fine del proibizionismo con l'alcol. Non ci sarebbe la distruzione di quartieri poveri (e verrebbe meno il materiale per serial come 'The Wire' dell'HBO o per film come 'Traffic'), né corruzione dei governi dell'Afghanistan o della Colombia, né incarceramenti in grande scala di afroamericani e altri spacciatori. Ad essere ottimisti, la raccolta delle imposte dei vari governi sostituirebbe altre imposte e potrebbe essere utilizzata per educare i giovani sugli effetti pericolosi delle droghe. Questa impostazione potrebbe accontentare sia quella politica libertaria che chiede legalizzazione e tasse basse sui consumi, che quella posizione "conservatrice" che vuol ridurre l'uso delle droghe con tasse alte, nonché a maggior parte delle posizioni tra questi due estremi. Se il consumo delle droghe, divenuto legale, non sarà considerato cattivo, le tasse saranno basse, così come succede con le bevande alcoliche negli Usa. Oppure le tasse saranno molto alte come succede con le sigarette. Ma qualunque sia l'impostazione, la legalizzazione potrebbe portare a molti altri successi rispetto ad un aumento degli sforzi nella fallimentare guerra in corso".
CONFRONTO IN TV, LE GIUSTE RICHIESTE DI PRODI Il leader dell'Unione ha affermato che avrebbe accettato la sfida televisiva con Silvio Berlusconi e le altre due 'punte' della Cdl, ma solo sulle reti Mediaset e con Emilio Fede arbitro. "Concedo il massimo ai miei avversari, non temo il confronto con Berlusconi-Fini-Casini e tantomeno su una tv Mediaset" ha detto pubblicamente Prodi che però contesta la furbata, votata dall maggioranza di centrodestra, della conferenza stampa finale del presidente del Consiglio che la commissione di Vigilanza ha previsto sulle reti Rai. A me la posizione di Prodi sembra molto coraggiosa, e molto condivisibile. Prodi chiede infatti un duello non truccato, " con regole sul modello di quelle concordate per il duello Bush-Kerry negli Stati Uniti e a patto che Berlusconi rinunci alla conferenza stampa finale". Ma il Berlu ha già fatto sapere che non rinuncerà mai a tale vantaggio che si è dato da sè.... Ed ecco spiegato perchè Prodi, a queste condizioni, non ci sta ad un faccia a faccia sbilanciato.
ITALIANI BRAVA GENTE ? AD ABU GHRAIB......... Vi ripropongo una notizia di oggi di Repubblica online "C'erano anche degli italiani a condurre gli interrogatori nel carcere della vergogna di Abu Ghraib. Lo rivela Ali Shalal al Kaisi, il detenuto incappucciato con gli elettrodi della foto che ha fatto il giro del mondo. Riferendo la confidenza raccolta da un ex diplomatico iracheno, Haitham Abu Ghaith, "l'incappucciato" parla ai microfoni di RaiNews24 e sostiene che a condurre i tremendi interrogatori nel carcere iracheno c'erano anche contractors italiani ingaggiati da ditte americane. Il servizio con l'intervista andrà in onda domani alle 7.40 su RaiNews24. " Lo so che è vietato dire che i nostri militari si ono infilati volontariamnte, cioè da volontari, in un insensato casino (quello iracheno.) E lo so che gli italiani in guerra on sempre brava gente (a differenza del resto del mondo, che strano !). Lo so, lo so. Ma ho voluto lo stesso riproporvi questa notizia data a Repubblica online.....
SONO VIVO Sono vivo, il tempo per scrivere è poco ma a volte la voglia è ancora meno. Per ora mi pare di aver già detto tutto. Vedo con piacere che i temi lanciati da questo blog stanno infiammando il dibattito politico in questi ultimi mesi. E' segno che avevamo visto bene: dal bisogno di laicità, alle insensate discriminazioni sulle non-droghe leggere alla distorta mentalità dell'imprenditoria italiana (in particolare di quella nordestina) alle strane priorità che le leggi e le forze dell'ordine scelgono nella propria azione. Stiamo a vedere cosa succede in aprile........ penso che sia meglio un Prodi al governo ricattato dalle cosiddette 'estreme' (ci vuol poco a essere considerati estremi nel giardino del vaticano...) piuttosto che uno 'squalo ridens' (berlusconi) ricattato dalle camicie verdi e spalleggiato da un mezzo chierichetto (casini) e un mezzo fascista (fini). Tutti vogliosi di mettere in riga la povera gente, anzichè i veri figli di puttana. commenti|
19:25 | commenti (1)
BUON 2006 LEGALIZE IT 1/ RICERCA SUI CANNABINOIDI: EFFETTI ANTIDEPRESSIVI DI UN INIBITORE DELLA DEGRADAZIONE commenti|
17:04 | commenti (2)
IL VERO TRANSFUGA E' MASTELLA Leggo ieri sul Corriere della Sera una gradita serie di sdoganamenti a favore dell'ingresso dei radicali nell'Unione, cioè a favore del ritorno nella loro naturale sede dopo aver corso da soli per anni, ma appoggiandosi agli spot regalati dal Berlusca, cosa che molti schizzinosi (dsiposti però turarsi il naso davanti a Dini, De Mita e Castagnetti) ancora non gli perdonano. Leggo dunque che Fassino dice : "Niente veti sui radicali". E che Gianpaolo Pansa afferma: "I radicali non sono dei transfughi, mentre Sgarbi e Cirino Pomicino sì". Io aggiungerei che uno dei più acuti strillatori anti-radicali, Clemente Mastella, è lui sì un vero transfuga. Come questo democristiano sia finito a sinistra ancora non me lo spiego. Me lo spiego di più perfino se parliamo della Bindi (che almeno è agguerrita e caratterizzata contro la destra) e di Marini (che almeno era un sindacalista). Ma Mastella dice mai una cosa di sinistra ? E' stato ministro di Berlusconi, questo invece me lo spiego bene..... Come mai Mastellone ha abbandonato i 'moderati' (leggi cattolici e politicanti di mestiere) di destra ? Forse a destra tutti i posti al sole erano tappati ? Cosa ce ne facciamo nell'Unione di un cattolicone, conservatore, assistenzialista (per il Sud) come Mastella ? A mio avviso è lui di troppo, non Emma Bonino o Capezzone (accusato da Mastella di "entrare a gamba tesa sul Vaticano"). Ma non è forse il Vaticano ad entrare sempre più spesso a gamba tesa sulla politica e sulla legislazione italiana ? Di amici del Vaticano a sinistra ce n'è già abbastanza (vedi Rutelli) ma almeno portano un bel 10% di voti e fanno opposizione abbastanza incisiva. Clementino col suo misero 1% e anche lo sbirro giustizialista-proibizionista Di Pietro (con un altrettanto magro 1% di dote) strillano contro l'ingresso dei laici-libertari a sinistra. Io questi due panzerotti ocurantisti-meridionalisti li farei correre da soli. Tanto il loro misero (purtroppo, e solo per ora) 2% sono in grado di raccattarlo (messi insieme e con un pò di visibilità in tv) anche Boselli + Pannella. E allora perchè tante seghe mentali sui radicali sì-radicali no ? Io aprirei piuttosto un dibattito sulla compatibilità col centrosinistra della coppia Mastella-Di Pietro. Sarebbe un bel contropiede da parte della pattuglia radicale. Tacendo sulle invidie di Pecoraro Scanio: verde, gay, libertario, ex radicale, eppure anch'egli contrario all'ingresso dei radicali. Ha paura forse di perdere qualche votarello ? commenti|
13:26 | commenti (2)
ECCO IL FAMOSO ASSO NELLA MANICA DI UN GOVERNO AVVIATO ALLA SCONFITTA Mi chiedevo in questi giorni su cosa punterà la campagna elettorale il centrodestra per recuperare il sorpasso elettorale effettuato in questi tre anni dal centrosinistra. Oltre a magnificare il nuovo presunto spessore internazionale dell'Italia, oltre a dare la colpa all'euro se il governo ha cartolarizzato l'edilizia pubblica lasciandoci in mano agli strangolatori del mercato privato, se l'economia va male e se le aziende se ne approfittano della legge Biagi, cosa si inventerà il Berlusca per cercare di abbindolare ancora gli elettori di centrodestra ? Ecco qui una prima riposta: una nuova legge elettorale che tagli fuori i partiti che non raggiungono il 4% dei voti. Vale a dire due partiti centrodestra (De Michelis all'1% e Mussolini al 2%) e ben quattro di centrosinistra : (Verdi al 2,5%, Di Pietro al 1,5% , Comunisti Italiani all'1%, Mastella all'1 % Sdi allo 0,6% e radicali allo 0,9%) Totale della nuova legge truffa : 3% di voti persi dal centrodestra e 7,5% di voti persi dal centrosinistra. Totale del totale: un regalo di 4,5 punti percentuali al centrodestra che lo stesso centrodestra si farebbe.Pensate che io sia il solito che va a pensar male ? Ebbene, perfino sul giornale di vicenza del 15 settembre (il mio primo post come vedete è del 13) ) c'è una conferma di questa mia chiave di lettura. Non mi stupisco che venga proprio da Ferdinando Camon, l'unico libero pensatore assoldato dal gruppo editoriale Athesis ( L'Arena e Gdv).
ESUBERI DI DESTRA E FINTE ALTERNATIVE In Veneto i tifosi del centro-destra son tantissimi. Sono ovunque, come la gramigna, anche dove meno te l'aspetti (spesso incontro gente che si fa le canne dalla mattina alla sera, oppure è incallito frequentatore di puttane e spogliarelliste, oppure tiricchia un pò di coca e ciononostante vota Aenne, Udc, Lega e Forza Italia). Son così tanti, ma tanti, quelli di destra in Veneto, che da quanti sono non riescono neanche a stare in sei partiti (forza italia, alleanza nazionale, unione di centro, lega nord , socialisti de michelis e alternativa sociale mussolini). Hanno l'urgenza di lanciare un settimo soggetto politico, che spussa di sabbie mobili demo-cristiane ipocrito-cattoliche affaristico-moderate. Queste brave personcine oggi sono indignate da Berlusconi (ma solo dopo che le ha rimosse dagli incarichi interni al partito e le ha tagliate fuori da un giro di poltrone negli enti locali, complice un'altra corrente concorrente di F.I.) Rifarsi è la 'nobile' motivazione che li spinge a mettersi in proprio. Contro Berlusconi ma nel suo stesso polo. Queste oneste personcine tutte d'un pezzo sono guidate dal trombato (non dagli elettori, ma dalla dirigenza nazionale di forza italia) vicentino Giorgio Carollo che con il suo "Movimento Veneto per il Ppe" si prefigge, a suo dire, di "ridare slancio al centrodestra e bilanciare l'assenza di democrazia interna a Forza Italia". E, soprattutto, sgambettare il partito che lo ha retrocesso, far voti sulla pelle dei cattolicucci (veri e finti) e tornare ad occupare un pò di poltrone negli enti locali. Complimenti a questa destra, sempre alla parte del cittadino e del pubblico interesse, e complimenti doppi a chi sogna un ritorno della Dc dopo un quarantennio di oscurantismo culturale e di dissesto dei conti pubblici. Io godo, perchè tutto ciò significa ulteriore perdita di voti per Forza Italia e ulteriore divisione nel centrodestra (che va dai nostalgici mussoliniani ai papaboys passando per affaristi puri e semplici, compresi i maneggioni della Lega Nord). Ma mi dispiace notare come il Veneto se deve proporre qualcosa di politicamente 'nuovo' sia a sfondo leghista oppure democristiano (si chiami margherita, udc o ppe.... poco cambia). Conservatore e di destra, comunque, il Veneto. Con i suoi adorabili veneti sempre pronti a inorridire o diventare improvvisamente implacabili nel fare le pulci se solo si nomina il centrosinistra. Orrore, ribrezzo. A sinistra mai ! Visto che le cose in Veneto stanno andando da Dio, è giusto perseverare. A costo di tagliarsi le palle economicamente, culturalmente e liberalmente. Dice: ma la sinistra non è un'alternativa. Perchè. Dal Lago, Galan, Carollo e Panto sì ? Questi veneti son proprio tifosi. E non ragionano. commenti|
14:46 | commenti (2)
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